Un’opera incompiuta.
Intervista ad Anna Raschi.

bruno raschi
La penna
sempre buona la prima
La sorella Anna e i colleghi, confermarono che Bruno Raschi ebbe l'innata capacità di mandare in stampa ogni suo articolo senza apporre correzioni. Così nasceva, così veniva pubblicato. Ciò viene spiegato dalla sua purezza di spirito: non ebbe bisogno di sostituire le prime parole con altre accomodanti. Ciò che pensava scriveva, con onestà intellettuale.
bruno raschi
Alla macchina da scrivere
l'attesa dei collaboratori
Al termine di ogni tappa del Giro d'Italia, i collaboratori aspettavano con ansia che il "maestro", il "divino", il "professore", molti gli appellativi per Raschi, staccasse il foglio dalla macchina da scrivere per mandarlo in stampa. Da quel momento scattava sempre l'incredibile frenesia di leggere in anteprima il pezzo che mai deludeva.
bruno raschi
Il sorriso
quel sorriso a mezza luna
Anna Raschi disse: "Bruno non era un bell'uomo ma aveva tanto fascino ed era corteggiato dalle donne". E' indiscutibile che l'essenza del grande uomo la si trova nel suo sguardo, nel comportamento, nel tono della voce. Bruno Raschi era un uomo affascinante.
bruno raschi
Alle corse
sempre impeccabile
Corridori e colleghi ricordano un Bruno Raschi sempre in giacca e cravatta, impeccabile anche sotto le calure estive. Un uomo anche di stile: amava vestirsi bene e le cose belle.
bruno raschi
La famiglia
Guido e Letizia
Guido Raschi morì tragicamente in uno scontro con due balordi sulla tratta ferroviaria Pontremoli - Borgotaro. Bruno raggiunse la madre provenendo da Parma con mezzi di fortuna. Il legame con la sorella Anna è stato sempre molto forte.

Un’opera incompiuta

Le foto e gli appunti di quel pomeriggio sono rimasti nel cassetto per oltre quattro anni e mezzo, in attesa di motivazioni. Allora decisi che era il momento di raccontare la vita di Bruno Raschi e questo fu un pensiero ingenuo. L’anno seguente sarebbe stato il 25° anniversario della sua scomparsa e avremmo organizzato una delle più belle edizioni de “La Bruno Raschi” gran fondo di ciclismo. Ora mi rendo conto che quel pomeriggio fui fortunato perchè riuscii ad entrare in punta di piedi in una parte importante della vita di Raschi, ovvero nei ricordi di sua sorella Anna.

Buona lettura.

Daniele

Questa è un’opera incompiuta perchè è frammentaria, non ha un taglio giornalistico. Non ha un inizio. Non ha una fine. È solo un modesto contributo. Per questi motivi non vi sono aspettative ma solo il piacere di condividere un’esperienza che ricorderò per tutta la vita.

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